Resoconto del Convegno

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foto_22_dicembre_005Si è svolto sabato 22 novembre 2008 ad Avellino presso il Centro Sociale Samantha Della Porta il Convegno dal Titolo: "La Crisi economica e finanziaria. Analisi delle cause, sviluppi e prospettive. Verso una Nuova Bretton Woods".
Il convegno, svoltosi con il patrocinio degli Ordini Professionali degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti, ed in collaborazione con il locale circolo Meet-up di Beppe Grillo e la Federazione Campana del CONACREIS, è stato organizzato dall'associazione United Beings Project, nell'ambito del programma "Educazione ai valori umani per i diritti umani e civili", ed ha avuto una buona partecipazione di pubblico con risalto offerto da parte dei mass media locali.

Con la sapiente introduzione dell'Avv. Nicola Iannarone, avvocato civilista del foro di Avellino, vi sono state due relazioni: la prima è stata curata dell'Avvocato Amerigo Festa, presidente dell'Associazione United Beings Project e componente Direttivo Nazionale CONACREIS, con la quale è stato trattato il tema della sovranità monetaria, della sostanziale rinuncia delle funzioni a questa correlate da parte degli ordinamenti Costituzionali in favore del sistema delle Banche Centrali, organismi a connotazione prevalentemente privatistica e sottratti al controllo democratico, dotati, in virtù dei trattati internazionali, di poteri e prerogative pressoché illimitate, di assoluta indipendenza ed autonomia rispetto alle istituzioni politiche, del carattere di insindacabilità delle decisioni, ed i cui membri sono sostanzialmente immuni da responsabilità del loro operato. Sono stati poi segnalati i perversi meccanismi del signoraggio bancario, dei suoi riflessi sulla proliferazione del debito pubblico, dei sistemi adoperati per l'occultamento dei redditi da questo derivanti; della creazione di moneta virtuale da parte degli istituti bancari e di come questo abbia ormai portato alla totale sudditanza degli Stati sovrani, nonché dei cittadini rispetto al sistema Bancario internazionale. La relazione ha poi esaminato come nel nostro Paese gli istituti bancari abbiano modulato le loro condotte verso la sistematica spoliazione delle risorse dei cittadini, dalle condizioni unilateralmente applicate ai rapporti contrattuali, alle politiche di erogazione del credito, fino alla trasformazione degli istituti in banche d'affari sulla scia dell'esempio americano, ed avvalendosi anche del sostanziale asservimento della politica e del mondo dell'informazione alle lobbies dei banchieri.
Il Prof. Nino Galloni, Economista ed autore di numerosi saggi, tra i quali "Il grande mutuo", Direttore del Ministero del lavoro e docente universitario, ha analizzato le ragioni storiche della gravissima crisi in atto: secondo l'autorevole studioso la crisi economica era già scoppiata nella primavera del 2001, ossia allorquando in America si materializzarono gli effetti della riduzione dei redditi causata dalla politica degli anni 80 di flessibilizzazione del mercato del lavoro, dopo che detti effetti erano stati ritardati, in particolar modo verso la fine degli anni 90, dalla politica delle Banche di concedere credito per favorire i consumi ma senza una sottostante capacità reddituale di restituzione dei clienti .
L'economista ha poi illustrato il funzionamento degli strumenti tecnici denominati "derivati", sulle ragioni del loro diffondersi (legate agli enormi profitti realizzabili nel breve periodo) e soprattutto sui perversi effetti - la presente crisi finanziaria - della venuta a galla dell'inghippo sui quali essi sono proliferati: oggi nel mondo esistono derivati per 1 milione di miliardi di dollari, titoli probabilmente "spazzatura", e le risorse stanziate dal governo americano (1000 miliardi di dollari) per ripulire il mercato di tali titoli serviranno solo per l'1 % dei casi.
Secondo l'economista la crisi finanziaria attuale è solo agli inizi soprattutto perché non si conosce quale sarà la sorte del dollaro, ossia se le nazioni detentrici delle maggiori scorte di detta valuta continueranno ad usarla come moneta e soprattutto se continueranno ad usare l'Euro non come valuta ma alla stessa stregua dell'Oro; e che non si riesce ancora ad immaginare quale effetto si produrrà davvero sulla economia reale.
Inoltre, considerando che il mercato globalizzato ha imposto una competizione esasperata alle imprese, che hanno dovuto, per adeguarsi ai paesi emergenti, economizzare, per mantenere i livelli di profitti minimizzare i costi sociali, ha tracciato alcune linee che dovrebbero intraprendersi per evitare che arrivi una crisi economica di più vaste dimensioni di quella stessa finanziaria.
Innanzitutto occorrerà sganciare la spesa pubblica della tassazione, ossia le tasse debbono essere ridotte ma non a discapito della spesa pubblica: infatti il modello americano bushiano e condiviso dagli europei (meno tasse ma meno spesa pubblica) ha comportato per gli americani un deterioramento dei servizi senza miglioramenti dell'economia; questo può essere il fattore della ripresa economica perché in tal modo destinando risorse a miglioramenti di servizi, infrastrutture, rimette in moto l'economia e permette ai cittadini di recuperare risorse.
Occorrerà poi uscire dai parametri di Maastricht, dai quali peraltro si è già fuori, ma destinando risorse non alle Banche, bensì a quelle opere e servizi che determineranno miglioramenti dell'economia e delle condizioni dei cittadini.
Infine occorrerà attuare modelli alternativi di sviluppo, ossia la produzione non dovrà prioritariamente essere orientata verso le esportazioni, ma verso la soddisfazione della domanda interna, produrre cioè per il territorio e destinando solo il surplus all'esportazione, ed infine si dovrà attuare una politica di diffusione delle monete complementari, che già vedono attuate in varie parti d'Italia e del mondo numerosi esperimenti di adozione.
Il Dr. Giovanni Nigro, promotore finanziario, parlando nella sua veste di addetto ai lavori e convitato alla stanza dei bottoni del sistema finanziario, ha ammesso che la crisi finanziaria era previsto da tempo attenzionando i parametri normalmente ignorati dai profani (irrigidimento del mercato del credito interbancario già dal 2007), e non solamente perché il capitalismo tende ad esasperare la massimizzazione dei profitti. Ormai anche gli operatori di borsa e finanziari non riescono più a fornire consulenze valide sul cosa fare, dal momento che non vi sono risorse utilizzabili. Occorrerà maggiore responsabilità individuale, anche da parte degli operatori, per sanare le cose, e la presenza del folto pubblico alla manifestazione ha costituito importante indizio perché un movimento dal basso possa affermarsi.
L'On.le Francesco Barbato, deputato eletto nelle fila di Italia Dei Valori, componente della Commissione Finanze della Camera, ha sottolineato la importanza di manifestazioni come il convegno cui ha preso parte in quanto in dette occasioni si realizza lo scambio necessario tra il politico ed i cittadini, perché il primo possa esercitare la funzione conoscitiva delle esigenze collettive prodromica di quella di servizio in favore dei secondi.
L'on. le Barbato ha segnalato le prime iniziative dell'Italia dei Valori, tra le quali la proposta di alienare il 10% delle riserve auree del nostro Paese da destinare per il risanamento economico ed in favore dei cittadini, visto che l'ammontare delle risorse è molto più elevato di quello necessario secondo i trattati internazionali; la proposta di introdurre la "Class Action" nel nostro paese; ed infine di arrestare le prime iniziative del Governo in carica che hanno visto attingere, per colmare i vuoti di bilancio lasciati dalla eliminazione dell'ICI, ai fondi cd. FAS, e quindi sottraendosi risorse destinate invece ai cittadini.

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