"Gli strumenti di composizione sociale e di sanzione di Damanhur"
A Damanhur esiste un Collegio di Giustizia. Come già spiegato negli interventi precedenti, Damanhur è una società con una propria struttura di leggi, a partire da una Costituzione vera e propria.
Nel momento in cui nascono delle normative, nasce parallela l'esigenza di una verifica dell'osservanza delle stesse. Nei primi anni di Damanhur questa osservanza, questo controllo autosancito, era particolarmente importante per poter creare una tradizione, un terreno per far sbocciare quello che oggi è il fiore Damanhur. La nostra è un'esperienza basata su persone che hanno scelto un ideale; persone che sviluppano i loro talenti, ma che devono limare i loro limiti. In questo nasce l'esigenza di un Collegio di Giustizia: un organo di osservanza che fa sì che la forza, l'energia, la spinta propositiva di tali individui non venga vanificata.
L'obiettivo comune non è convivere, ma convivere andando insieme nella stessa direzione. La norma non serve a limitare la persona, ma a porre le regole del gioco e stabilire i confini del campo di questo gioco. Il C.D.G. quindi veglia sull'applicazione delle norme comuni e delle regole degli individui.
Parliamo di regole degli individui quando facciamo riferimento alla legge individuale, alla quale è già stato accennato questa mattina, che non ha nulla a che vedere con le leggi “ad personam” nel senso dell’uso politico che ne viene fatto in Italia.
Cos'è una legge individuale? E' una strada fondata sulla volontà, utile per conoscere meglio se stessi ed investire i propri talenti, trovando un equilibrio tra l'aspetto individuale e quello collettivo. Questa volontà, espressa in un programma e poi messa in pratica, si traduce in un modo migliore di relazionarsi e nel far crescere le parti migliori di sé. In pratica, stiamo meglio noi e stanno meglio gli altri con noi. L'obiettivo è essere più consapevoli di sé, rendendoci conto di come siamo; accorgersi di ciò dà il potere di cambiare anziché ripetere sempre gli stessi comportamenti. In più, si riconoscono quelle parti che sentiamo come limiti, per trasformarle in punti di forza.
Ognuno ha trovato metodi propri per riconoscere la propria diversità, per distillare e scoprire talenti, per dar risposta ai desideri: questo programma prende appunto il nome di ”legge individuale”.
Questa legge diventa una norma viva, attiva, che incarna per ognuno punti specifici della Costituzione damanhuriana a cui fa riferimento, non un qualcosa a cui adeguarsi. La legge individuale è una legge progettuale: oltre ad un progetto generale al quale ciascuno contribuisce con le proprie capacità, rappresentato dalla stessa Damanhur, indica un progetto individuale perché la finalità è la realizzazione della felicità di ognuno.
Ad oggi, tesaurizzate le esperienze passate, con l'occhio volto al futuro, l'articolo 12 della Costituzione di Damanhur recita: “Le funzioni inerenti al controllo sull'osservanza dell'ordinamento normativo sono esercitate dal Collegio di Giustizia. Ogni cittadino è tenuto a rispettarne le decisioni.
Il Collegio di Giustizia può sospendere e annullare gli atti illegittimi emanati da altri organi. Istruisce e definisce i procedimenti disciplinari per violazione di norme costituzionali. Svolge funzioni di appello nel caso di sanzioni disciplinari emanate da altri organi nei modi e con le forme previste dalle leggi federali. Vigila sull’andamento sociale e suggerisce la elaborazione di normative adatte allo sviluppo collettivo ed individuale. Le eventuali controversie tra i Cittadini e tra questi e Damanhur ed i suoi Organi saranno sottoposte, con esclusione di ogni altra giurisdizione, alla competenza del Collegio di Giustizia, che giudicherà secondo equità, senza formalità di procedura ed il suo giudizio sarà inappellabile”.
Vediamo ora quali sono gli elementi che formano il panorama in cui opera il C.D.G. e quali gli interlocutori e collaboratori.
I Re Guida sono il massimo organo direttivo della Federazione di Comunità di Damanhur. Coordinano i Corpi di Damanhur, vale e dire le strutture sociali spirituali sulle quali si sviluppa la vita nelle comunità, e garantiscono il perseguimento degli scopi ideali e delle finalità spirituali in ogni manifestazione della vita sociale. I Re Guida indirizzano le scelte ed emanano le leggi relative a materie che interessano tutta la cittadinanza. Il parere unanime da loro espresso ha carattere vincolante per qualsiasi individuo, gruppo od organo. Sono eletti ogni sei mesi.
Abbiamo accennato ai Corpi: l'ordinamento di Damanhur si esprime in quattro entità definite “Corpi”, che sono “Meditazione”: tradizione, storia e conoscenza rituale; “Gioco della Vita”: sperimentazione e aspetto dinamico; “Tecnarcato”: continua trasformazione interiore confrontata con altri; “Sociale”: realizzazione sociale degli insegnamenti, ricerca e scoperta.
Esiste un Senato che ha la funzione di raccogliere idee, proposte, istanze, esigenze dai cittadini e si confrontarle con tutti gli altri organismi. Veicola informazioni dagli organismi verso i cittadini e ne cura la comprensione. Il Senato è composto da 8 senatori, eletti ogni 3 mesi.
Il territorio di Damanhur è suddiviso in comunità, ognuna con un proprio corpo di leggi che si ispira alla Costituzione federale. Le comunità possono quindi dotarsi di norme che favoriscano il loro miglior funzionamento, sottoponendole peraltro al vaglio dei Re Guida, sentito il parere del Collegio di Giustizia. Il Reggente è la figura, con incarico elettivo, che ha il compito di guidare la crescita e lo sviluppo della comunità stessa.
Il Collegio di giustizia è un organismo elettivo e rimane in carica per un anno. Il C.D.G. ha competenza esclusiva su tutti i procedimenti disciplinari per violazione di norme costituzionali o comunque sovraordinate alle singole Comunità e vigila sull'applicazione dei provvedimenti. E’ il C.D.G. che riconosce le Leggi individuali proposte dai cittadini. Il ruolo dei componenti il C.D.G. è un ruolo a contatto con i cittadini. Il lavoro che il C.D.G. svolge mira ad avvicinare il principio all'individuo: ci intendiamo al servizio del cittadino in questo senso, proprio perché ogni qualvolta interagiamo con esso esploriamo attentamente il principio, la norma in attenzione in quel caso, sia essa scritta o data dalla tradizione, affinché ci sia una traduzione di un linguaggio in un altro, di una logica in un'altra, dato che una semplice sanzione che non porti ad una comprensione, ad una crescita dell'individuo stesso non riveste senso alcuno nella nostra struttura sociale. Di fronte a una controversia si cerca sempre la conciliazione delle parti, evitando l'arbitrato vero e proprio, che deve essere l'ultima risorsa disponibile. In tutto questo, diamo importanza all'individuo affinché trovi la strada alla soluzione. Naturalmente capita che si arrivi all'arbitrato, specie quando le parti sono profondamente convinte del giusto proprio pensiero. Possiamo dire che nascono diatribe laddove non vi fossero accordi preventivi chiari. In tal caso si sentono le parti, raccogliendo prove e testimonianze se necessario.
Ogni procedimento deve svolgersi in modo da garantire una conclusione più celere possibile. La sentenza deve essere motivata.
In casi gravi – e in verità rarissimi – in cui si verifichi fondata l’ipotesi che una legge sia stata violata, si istruisce il procedimento disciplinare, sempre celebrato dal C.D.G., con la partecipazione di eventuali testimoni e, naturalmente, con la scelta da parte della persona interessata al procedimento di scegliere come difendere la propria posizione.
Essendoci la possibilità di un procedimento disciplinare, vi è la possibilità di sanzioni. La sanzione non mira a punire, ma a rieducare e a risarcire, in senso pratico e morale, gli effetti della mancanza del singolo sulla collettività. Il punto importante è nel fatto che, laddove si è creata una mancanza, un “buco” per così dire, questo debba essere richiuso con responsabilità da parte di chi lo ha causato.
Le sanzioni disciplinari emesse dal C.d.G. sono le seguenti:
a) richiamo scritto;
b) multa e\o lavoro supplementare in funzione risarcitoria;
c) obblighi temporanei;
d) autoanalisi pubblica;
e) destituzione da eventuali cariche ricoperte;
f) diminuzione dell'anzianità di cittadinanza;
g) esclusione dall'elettorato attivo e\o passivo.
In casi estremi si può arrivare all'espulsione da Damanhur, che viene però decisa dai Re Guida, ovvero dallo stesso organo che aveva concesso la cittadinanza. Torna il concetto di appartenere alla comunità per scelta libera: come per libera scelta puoi uscirne, così puoi esserne escluso se non coerente con quanto avevi scelto.
Veniamo alla parte più interessante del lavoro che il Collegio di Giustizia svolge in Damanhur: periodicamente, il revisiona le leggi e, in sinergia con i Re Guida, elabora le nuove proposte.
Questo è senz'altro un compito originale del C.D.G.: avere l'occhio attento allo sviluppo socio/politico della collettività in modo tale da anticipare e guidare le fasi di crescita anche attraverso la norma. Ogni nostra fase di sviluppo vede modificarsi tutta la comunità e quindi nasce l'esigenza di contenere questo balzo in una struttura che permetta il massimo risultato con il minimo sforzo.
La legge e chi la amministra sono quindi elemento di composizione sociale ma non solo: diventano, se creata e applicata con puntualità, strumento di crescita spirituale e solidale.



